Waterfront di Levante – Ascensore panoramico

Genova, Italia

Anno: 2024 – In corso
Committente: Comune di Genova

 

Team di progetto: Vespier Architects
Strutture : Buromilan
Impianti : Buromilan System (IA2)

Genova conseguentemente alla sua peculiarità orografica, dove il tessuto urbano è stretto tra il mare e i monti è stata più volte definita una “città verticale”. Questo appellativo descrive effettivamente in maniera efficace la capacità della città di fronteggiare le difficoltà di adattarsi ad un territorio caratterizzato da costanti dislivelli e cambi di quota. A partire dai primi anni del secolo scorso, grazie alle innovazioni nel campo della tecnica la città iniziò a dotarsi di infrastrutture di risalita verticale (ascensori, cremagliere e funicolari) che permettevano di ricucire quei frammenti di tessuto urbano che la conformazione del territorio divideva o quanto meno rendeva di difficile connessione. A più di un secolo di distanza queste strutture sono ancora funzionanti e sono diventate parte integrante del tessuto sociale e culturale del territorio.
Il nuovo ascensore pubblico, dal forte carattere architettonico si pone quindi in continuità con il contesto storico infrastrutturale cittadino assolvendo le stesse funzioni per cui erano stati ideati i suoi predecessori e nello stesso modo introduce nuove tecnologie al fine di agevolare il trasporto cittadino.
L’ intervento si inserisce nel più ampio quadro di rinnovamento del Waterfront di Levante con lo scopo di garantire un collegamento diretto tra la quota superiore di Corso Aurelio Saffi (+25.50 slm), davanti al nuovo ospedale Galliera e contiguo a Villa Croce con quella inferiore del nuovo parco urbano (+ 5.50 slm). La sua posizione, lungo l’asse di attraversamento nord-sud dell’intervento del Waterfront, è stata definita sulla base di una serie di studi volti ad ottimizzare il collegamento tra l’area di intervento e la collina di Carignano.

Il concept alla base del progetto si è posto l’obiettivo di coniugare con equilibrio: forma, funzione e struttura; garantendo coerenza stilistica con le altre opere caratterizzanti il nuovo Waterfront. La ricerca architettonica si è concentrata dunque non solo sulla scelta dei dettagli e delle finiture ma anche e soprattutto su un’attenta composizione degli elementi strutturali, un’accurata scelta dei profili di carpenteria ed una puntuale analisi e definizione delle connessioni tra gli elementi. Le proporzioni e le distanze che intercorrono con le mura storiche sono state accuratamente studiate e calibrate al fine di valorizzare, al contempo, il nuovo manufatto e le preesistenze. L’ascensore sarà privo di vano corsa, con impianti e struttura portante a vista attraverso l’utilizzo di un sistema a trasmissione a pignone e catena, in analogia con l’impianto di risalita realizzato per la nuova Torre Piloti.
Le stazioni di imbarco e sbarco sono caratterizzate dalla presenza di un elemento di copertura al fine di proteggerle dagli agenti atmosferici. Le due pensiline progettate risultano essere identiche per dimensione e linguaggio. Realizzate in carpenteria metallica, vengo sostenute in parte dai montanti principali dell’impianto ed in parte da esili pilastri metallici del diametro di 110 mm. Entrambe le pensiline prevedono una porzione interna scoperta funzionale al passaggio dei montanti scatolari e dei sistemi impiantistici e meccanici.
L’impianto prevede l’utilizzo di due cabine le cui dimensioni esterne sono pari a 2800 mm x 1600 mm con un’altezza di 2800 mm. Sul lato lungo esterno sono posizionate tre diaframmi vetrati che permettono ai passeggeri di poter osservare l’area del waterfront man mano che la cabina si immerge all’interno del parco urbano o viceversa osservare l’ex area fieristica da un punto di vista privilegiato durante la risalita. Particolare attenzione è stata posta all’aspetto cromatico, l’utilizzo del RAL 2009, un “arancione intenso” permette di enfatizzare i due elementi di movimento. Una velocità di percorrenza pari a 36m/min permetterà alle cabine di completare il dislivello in soli 33’’ per una portata massima ciascuna di 1475 daN (pari a 19 passeggeri).
L’apparato meccanico delle cremagliere su cui scorrono le cabine è sostenuto da una coppia di elementi portanti verticali, che svolgo anche la funzione di sostegno per le coperture delle stazioni di sbarco e per le antenne. Le colonne sono elementi rettangolari scatolari; alla base presentano dimensioni in pianta pari a 25 x 120 cm e si elevano per +25.40 m rispetto alla quota del parco e per 5.40 m rispetto alla quota di sbarco superiore. I due elementi sono stati accuratamente dimensionati e calibrati in modo tale da assicurare una certa snellezza strutturale, garantendo al contempo la sua stabilità, senza dover impiegare elementi di controventamento intermedi. L’unico punto di connessione tra la struttura e le mura storiche si trova alla quota del piano di sbarco posizionato sul Corso Aurelio Saffi (+25.50 slm) ed è stato concepito in modo tale che si integri perfettamente con il sistema delle mura.
In sommità alle colonne sono innestati, attraverso un aggancio a “baionetta”, due pennoni a sezione circolare rastremati. Questi elementi architettonici costituiscono un landmark che conferisce riconoscibilità all’intervento legandosi al contempo con il linguaggio impiegato all’interno del nuovo Waterfront, così facendo segnalano e definiscono la presenza di uno stile architettonico condiviso tra le varie architetture presenti nell’area d’intervento.
Al fine di rendere riconoscibile ed enfatizzare l’ascensore durante l’intero arco della giornata e nel contempo garantire un corretto confort da parte dei fruitori è stato studiato con particolare attenzione il tema riguardante la luce artificiale. Le pensiline saranno dotate di faretti ad incasso posizionati nel controsoffitto, mentre per quanto riguarda l’illuminazione scenografica e d’accento è stata definita una configurazione che garantisse un corretto equilibrio tra la valorizzazione del manufatto e una delicata enfatizzazione dei caratteri architettonici nel totale rispetto delle preesistenze storiche.