Biennale di Venezia –
Fragments of Light
Venezia, Italia
Anno: 2026
Committente: Sandra Cattaneo Adorno
Team di progetto:
Vespier Architects
Andrea Verganti
Venezia, Italia
L’allestimento della mostra di Sandra Cattaneo Adorno, Fragments of Light, all’interno della mostra “Personal Structures: Confluences” dell’European Cultural Centre (ECC Italy), presso gli spazi di Palazzo Bembo, durante la 61ª Biennale Arte di Venezia, è stato concepito come un intervento architettonico che dialoga con le caratteristiche storiche dell’edificio e con la presenza della luce naturale proveniente dalle grandi aperture affacciate sul Canal Grande. Il progetto espositivo si sviluppa attraverso una sequenza di ambienti che guidano il visitatore lungo un percorso articolato, definito dall’integrazione tra supporti espositivi, dispositivi installativi, materiali e condizioni luminose.
L’ingresso alla mostra è caratterizzato da una proiezione video collocata sulla parete della prima sala. L’opera è proiettata su un pannello con finitura metallica delle dimensioni di 2 x 3 metri, concepito come elemento architettonico introduttivo e punto di transizione verso gli ambienti successivi. La superficie riflettente del supporto amplifica la luminosità dell’immagine e contribuisce alla definizione dell’atmosfera complessiva dell’allestimento.
Superata la prima sala, il visitatore accede allo spazio espositivo principale, organizzato attorno a un sistema di tredici fotografie disposte lungo le pareti perimetrali. Le opere sono montate all’interno di cornici realizzate artigianalmente in legno verniciato rosso scuro, con dimensioni complessive di 100 x 70 cm. Le fotografie, stampate su carta blu scuro, misurano 95 x 65 cm e sono installate senza vetro di protezione per valorizzare le caratteristiche materiche e riflettenti della superficie stampata.
Particolare attenzione è stata dedicata al sistema di montaggio delle cornici. Queste sono distanziate dalla parete attraverso un sistema di fissaggio che genera un effetto di sospensione, alleggerendone la presenza visiva e favorendo l’interazione con la luce naturale. Ogni elemento è inclinato di circa 5 gradi verso le finestre della sala, una scelta progettuale che consente di ottimizzare l’incidenza della luce e di accentuare le variazioni percettive della superficie argentata.
L’intervento cromatico rappresenta un elemento fondamentale del progetto architettonico. Le pareti sono tinteggiate in una tonalità rosso scuro che definisce uno sfondo uniforme per l’intero percorso espositivo. Questo colore crea un contrasto controllato con il blu delle stampe e con le superfici metalliche argentate, contribuendo alla costruzione di un ambiente coerente e riconoscibile. La palette cromatica è stata studiata per accompagnare la luce naturale proveniente dalle finestre e valorizzarne le variazioni durante l’arco della giornata.
Al centro della sala principale trova posto un’installazione anamorfica, un fotomosaico composto da una serie di formelle in alluminio disposte nello spazio. Ogni pannello è collegato a una base in legno color antracite tramite un tondino metallico di altezza variabile, creando una composizione dinamica e permeabile alla vista. Sul fronte dei pannelli è stampata una porzione dell’immagine fotografica, mentre sul retro è applicata una superficie specchiante. La disposizione degli elementi genera una struttura tridimensionale attraversabile visivamente e fisicamente, che modifica la percezione dello spazio in funzione dei diversi punti di osservazione.
La configurazione dell’installazione centrale introduce un elemento di articolazione spaziale all’interno della sala, creando nuove prospettive e percorsi senza interrompere la continuità visiva dell’ambiente. La trasparenza tra i pannelli permette infatti di mantenere costante il rapporto con le pareti espositive e con le aperture verso l’esterno.
L’ultimo elemento architettonico del percorso è costituito da una grande tenda Noren installata davanti alla finestra principale affacciata sul Canal Grande. L’intervento è formato da nove pannelli tessili di lunghezza variabile. Gli elementi sono sospesi mediante due cavi metallici paralleli e completati da profili lignei posti alla base di ciascun telo, che ne garantiscono la tensione e la stabilità.
La sovrapposizione laterale dei pannelli crea una superficie continua ma permeabile, capace di filtrare la luce naturale proveniente dall’esterno e di stabilire una relazione diretta con il paesaggio veneziano. L’installazione assume così la funzione di dispositivo architettonico, ridefinendo il rapporto tra interno ed esterno e trasformando la finestra in una vera e propria quinta spaziale.
L’intero progetto espositivo è costruito attraverso un uso coordinato di materiali riflettenti, superfici metalliche, strutture lignee e tessili. L’allestimento non si limita a ospitare le opere, ma costruisce un ambiente unitario in cui luce, colore, supporti espositivi e configurazione spaziale contribuiscono alla definizione dell’esperienza del visitatore. La disposizione degli elementi, l’attenzione ai dettagli costruttivi e il dialogo costante con la luce naturale di Palazzo Bembo costituiscono i principali strumenti attraverso cui il progetto architettonico prende forma.